1. LE ORIGINI
    1. Gennaio 2008 Maxi-inchiesta condotta dalla procura di Forlì sul riciclaggio di fondi neri tra la Asset Banca di San Marino e la Banca di credito e risparmio di Romagna a Forlì I primi arresti

Da Romagna Oggi del 8/01/2008:

“RIMINI – Anche un imprenditore della notte tra i coinvolti nell’inchiesta ”Re Nero”

Tra gli imprenditori coinvolti nella maxi-inchiesta condotta dalla procura di Forlì sul riciclaggio di fondi neri tra la Asset Banca di San Marino e la Banca di credito e risparmio di Romagna a Forlì, c’è anche un “uomo della notte”. Intanto giovedì sono state svolte altre quaranta perquisizioni in Romagna, a Bologna, nelle Marche, a Roma. Una ventina le hanno svolte gli uomini della Guardia di Finanza di Forlì, le altre quelli della Squdra Mobile forlivese.

NUOVI INTERROGATORI – Partono venerdì mattina gli ultimi interrogatori per la questione Bcr-Asset. Intanto, però, le indagini continuano a svilupparsi con nuove perquisizioni e con la discesa in campo della Guardia di Finanza e, per quanto riguarda gli arrestati, giovedì mattina è stata depositata dagli avvocati Beniamino Migliucci e Alessandro Petrillo la richiesta di scarcerazione o, almeno, degli arresti domiciliari per i sammarinesi Barbara Tabarrini e Stefano Ercolani. Ercolani, in particolare, viene considerato dagli inquirenti la “mano segreta” che muoveva tutte le maggiori attività dello sportello forlivese della Bcr. Accuse che i legali dell’indagato rispediscono al mittente. “E’ vero che il nostro assistito aveva delle azioni alla Bcr e che ha dato diversi consigli di tipo finanziario, data la sua grande esperienza nel campo. Ma da qui a poter affermare che ricoprisse una posizione di comando all’interno della banca forlivese ce ne passa”, hanno commentato. “La legislazione sammarinese in materia è stata rispettata, dal nostro punto di vista – hanno continuato –, e i depositi rientrano nella legalità. Sosteniamo che i nostri assistiti non fossero consapevoli che quei soldi erano stati sottratti ai controlli del fisco, elemento che gli inquirenti vogliono dimostrare”. Altra questione quella delle numerose intercettazioni effettuate, prova indiziaria chiara, secondo l’accusa, interpretabili secondo gli avvocati della difesa. Alcuni di questi numeri di cellulare finiti sotto la lente della Procura, tra l’altro, sono registrati a San Marino e qui si potrebbe aprire un nuovo fronte di discussione. Stesso problema riguarda il rapporto tra normativa italiana e normativa sammarinese in materia, visto che i vertici di Asset banca arrestati avevano l’obbligo, all’interno del loro istituto di credito, di seguire quella del loro Paese. Questi sono solo alcuni dei tasselli che andranno a comporre il confronto legale che si aprirà, in futuro, tra Procura e avvocati della difesa.”

 

    1. Ottobre 2008 Una seconda ondata di arresti e confische

Da Romagna Oggi del 16/10/2008

“Re Nero’, confiscati 15 milioni di euro

FORLI’ – Nuovo blitz degli uomini della Squadra Mobile alla Banca di Credito e Risparmio di Romagna, in viale Matteotti a Forlì. Gli agenti hanno messo i sigilli a circa quattro milioni di euro in titoli e ad un conto con 800mila euro, tutti riferibili, secondo l’accusa, alla Asset Banca di San Marino. Alla cifra si devono aggiungere anche gli 11 milioni di euro che vennero requisiti nel blitz dello scorso 5 gennaio, quando vennero arrestate dieci persone. La cospicua somma di denaro finirà nelle mani dello Stato. Così come tre Audi, due A4 station wagon ed una A6, utilizzate da Asset Banca di San Marino per trasportate illecitamente i soldi da Forlì a San Marino.  Nell’inchiesta “Re Nero”, coordinata dal pm Fabio di Vizio, sono finiti in manette gli amministratori ed i consiglieri della Banca di Credito e Risparmio di Romagna e della Banca Asset di San Marino. Sette si trovano in carcere, tre ai domiciliari. Tutti sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di attività bancaria e finanziaria abusiva, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, riciclaggio di denaro “nero” o “sporco” sottratto all’imposizione fiscale, raccolta del risparmio ed esercizio del credito abusivi, ostacolo alle operazioni dell’Autorità bancaria di vigilanza, riciclaggio, falso ed altro. Gli indagati sono oltre cinquanta. Secondo gli inquirenti, la Banca forlivese offriva a diversi imprenditori, anche di rilevanza nazionale, un “servizio di riciclaggio” del nero, anche con trasferimenti materiali di capitali dall’Italia verso le casse della Asset di San Marino, stato extra-comunitario. Questi soldi, seconda l’accusa, venivano poi “sostituiti”, col negozio di deposito, tramite trasformazione in moneta scritturale, per poi essere ritrasferiti alla Banca di Credito e Risparmio di Romagna. Quello che si contesta alla Bcrr è di aver organizzato un vero e proprio sportello italiano della Asset Banca, così da facilitare il trasporto del denaro distratto direttamente a San Marino. Da questo la lunga serie di pesanti accuse mosse verso i dieci banchieri finiti in manette lo scorso 5 gennaio e riportate nelle 170 pagine di ordinanza di custodia cautelare dove sono contenuta anche tutte le intercettazioni telefoniche. Tra queste anche quelle in cui Stefano Ercolani, ‘boss’ di Asset Banca di San Marino, avrebbe detto ad un altro indagato: “Sono il re del nero”, battuta che ha dato poi lo spunto per il nome con cui è stata battezzata l’operazione.

2. LE TAPPE
    1. Ottobre 2011 Prima puntata del processo

Da ForliToDay del 06/11/2011:

“Re Nero”, prima puntata del processo: gli imputati sono 37

Al via il processo “Re Nero”, l’inchiesta condotta nel 2008 dalla Procura di Forlì e che aveva messo in evidenzia un flusso di denaro illecito tra Italia e San Marino. La complessa inchiesta ha portato alla luce un meccanismo che, grazie a trasferimenti di grosse somme di denaro dall’Italia a San Marino e poi viceversa, fideiussioni garantite dalla Asset e delle sue associate e aperture di crediti, avrebbe permesso di occultare i proventi di attività illecite.

L’ACCUSA – Secondo gli inquirenti, la Banca di Credito e Risparmio di Romagna di viale Matteotti offriva a diversi imprenditori, anche di rilevanza nazionale, un “servizio di riciclaggio” del nero, anche con trasferimenti materiali di capitali illeciti dall’Italia verso le casse della Asset di San Marino, stato extra-comunitario. Questi soldi venivano poi “sostituiti”, col negozio di deposito, tramite trasformazione in moneta scritturale, per poi essere ritrasferiti alla banca forlivese.

GLI INDAGATI – L’indagine portò all’arresto di dieci persone e ad una trentina di indagati: a finire in manette furono Vincenzo Dell’Aquila, presidente del cda della Banca di Credito e di Risparmio di Romagna; Fabrizio Neri, direttore generale della stesso istituto; i consiglieri della Bcr Tristano Zanelli, (ha già patteggiato due anni), Stefano Venturini, anche consigliere della Asset, Arnaldo Corbara, che ricopriva anche i ruoli di vice-presidente del Consiglio di Amministrazione e Procuratore speciale della Bcr, Gabriele Vignoletti, anche Procuratore Speciale della Bcr, Valerio Abbondanza; i riminesi Stefano Galvani, presidente del Collegio sindacale della Bcr, e Stefano Ercolani, presidente della Asset; Barbara Tabarrini, direttore generale dell’Asset.”

 

    1. Maggio 2015-11-28 I rinvii a giudizio

Da L’Osservatorio provinciale sulla criminalità organizzata e per la diffusione di una cultura della legalità del 6/05/2015

Re Nero: rinvio a giudizio per i vertici di Asset

Il “caso Re Nero” scoppia nel 2008. Il nome dell’indagine nasce da un intercettazione in cui il presidente di Asset dichiarava: “sono il re del Nero”. Il capo della squadra mobile dell’epoca riassumeva così l’indagine: “abbiamo decapitato i vertici di due istituti di credito coinvolti nel riciclaggio di denaro sporco”. I PM di Forlì che hanno condotto l’indagine ipotizzavano che tra la sede forlivese della Banca di Credito e Risparmio di Romagna ed Asset si fosse creata un’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio. Gli indagati all’indomani dell’operazione Re Nero erano  39.

Ieri sono arrivati 19 rinvii a giudizio, tra cui il presidente di Asset Banca, Stefano Ercolani, e il Direttore Generale, Barbara Tabarrini e Stefano Venturini (all’epoca nel Cda sia della Banca di Credito e Risparmio di Romagna che di Asset Banca). I nomi di chi andrà a processo per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio si trovano su questo link. Asset tramite nota stampa, fa sapere che gli imputati potranno dimostrare la loro innocenza.

Scrive il Resto del Carlino che per 12 indagati è arrivato il non luogo a procedere: “Scagionati con formula piena: Raffaele Monti, Silvia Bianchi, Barbara Camporeale, Carlo Zaccaroni (tutti a vario titolo della Bccr); e poi Andrea, Romano, Gianluca e Roberto Moretti (soci della Gommaria spa di Cesena); Giuliano e Roberto Severi di EuroForlì immobiliare srl; Giancarlo Montemaggi di Euromobili; Romano Lucchi imprenditore di Martorano di Cesena”. Tra i patteggiamenti spicca quello di Fabrizio Neri, direttore della Banca di Credito e Risparmio di Romagna.

Secondo Romagna Noi, l’inchiesta dopo questi rinvii a giudizio si sarebbe sgonfiata, soprattutto per la “sonora bocciatura” dell’aggravante di “transnazionalità” dei reati. Sia come sia, i vertici di Asset andranno a processo con accuse pesanti a loro carico.

3. IL FUTURO
    1. 26 gennaio 2016 Prima udienza del processo
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