Imparare ad osservare la città, a distinguere tra bello e brutto. Curare l’incuria vuole combattere il degrado urbano stimolando, a partire dai giovani, la consapevolezza e il rispetto dello spazio comune, usato troppo spesso per ingiurie e per esprimere gli aspetti più primitivi dell’animo umano.

 

Premessa
Si rileva sempre più spesso un senso di trascuratezza, poca attenzione alle cose e alle persone. E’ importante insegnare ad osservare, a distinguere tra bello e brutto. Il bene pubblico dovrebbe essere qualcosa di cui appropriarsi, mentre troppo spesso è alla mercè di chi decide di vandalizzare luoghi che le stesse amministrazioni non valorizzano abbastanza. Lo spazio comune viene usato per ingiurie, offese, per esprimere gli aspetti più primitivi dell’animo umano. E l’indifferenza delle istituzioni e dei cittadini amplifica questo fenomeno. Tutti i cittadini dovrebbero essere consapevoli dello spazio in cui vivono e rispettarlo.
Attori
Il progetto ha la potenzialità di coinvolgere molti soggetti, sia come parti attive che come collaborazioni: studenti, di vari gradi (sicuramente superiori e universitari, ma anche delle medie), associazioni, imprese e aziende del territorio (cooperative sociali, fotografi, locali pubblici, ecc), istituzioni (Comuni, quartieri, provveditorato e scuole), sviluppatori web.
Azioni
Il progetto è modulare, scalabile e replicabile nel tempo e nello spazio. Dopo la raccolta fotografica, le azioni successive possono essere realizzate in funzione delle risorse umane ed economiche disponibili, programmate in un lasso di tempo abbastanza ampio.

Organizzare una raccolta fotografica attraverso Instagram e/o Facebook che possono geolocalizzare le foto. Questo consente di usare il cellulare anche come strumento di osservazione dei nostri comportamenti.

  1. Destinatari: Scuole, Università, fotografi dilettanti/professionisti, cittadini singoli o in gruppi
  2. Collaborazioni: Associazioni, quartieri
  3. Risorse: cellulare, macchina fotografica, applicazione che raccolga su Google Map le foto

Il concorso fotografico può essere organizzato in sezioni in base alla tipologia dei partecipanti e/o per soggetto. Da definire la composizione della giuria

  1. Destinatari: Scuole, Università, fotografi dilettanti/professionisti, cittadini singoli o in gruppi
  2. Collaborazioni: Associazioni, Amministrazioni locali
  3. Risorse: sponsor per i premi
Una volta raccolte le foto, si potrebbero catalogare per tipo di messaggio (imbrattamento, messaggi politici, messaggi personali, espressioni artistiche, ecc) e per tipo di luogo. L’analisi potrebbe riguardare le modalità di espressione, il messaggio che si è voluto veicolare, la scelta del luogo, ecc

  1. Collaborazioni: Strett Artist, sociologi, psicologici, Osservatorio legalità, insegnanti
  2. Risorse: stampa foto, album digitale, redazione documentazione
Una volta raccolte, ed eventualmente catalogate, le foto, si possono allestire una o più mostre in alcuni luoghi significativi della città e dintorni. Oltre alle tradizionali mostre con pannelli e foto stampate, si possono ipotizzare anche installazioni con schermi e riproduzione digitale. A latere, è possibile pensare ad un seminario/convegno che presenti l’analisi degli elaborati del punto 3. Per la realizzazione del video si possono coinvolgere studenti e creativi. La scelte dei luoghi è significativa: oltre a luoghi pubblici, si possono coinvolgere anche istituzioni e locali privati, esercizi commerciali, scuole, i locali del bene confiscato ex-Limonetti. Nel caso di video e proiettori in spazi pubblici sarà ovviamente necessario pensare ad un presidio degli strumenti

  1. Destinatari: studenti e creativi per la realizzazione del video
  2. Collaborazioni: istituzioni pubbliche e private, esercenti pubblici, fotografi
  3. Risorse: sponsor per la stampa foto e la fornitura di supporti digitali, schermi, proiettori
Al termine delle azioni di raccolta, analisi e mostra si possono organizzare attività “positive” per il ripristino e il recupero dei luoghi deturpati, perchè è importante non lasciare passare l’indifferenza al degrado. Il Comune di Forlì ha già previsto squadre di lavoro di volontari con particolare attenzione al Centro Storico. Si potrebbe proporre l’estensione ad altre zone della città. Sarebbe importante coinvolgere quartieri, scuole, famiglie per trasmettere anche il messaggio di “curare l’incuria”, di sentire il bene comune come bene di tutti e non bene di nessuno.

  1. Destinatari: cittadini, studenti
  2. Collaborazioni: istituzioni pubbliche e private, scuole, associazioni
  3. Risorse: sponsor per materiali, vernici, pennelli, mascherine, guanti, ecc

Video di presentazione

realizzato da Luigi Impieri

La buona vernice

Il progetto partecipa all’iniziativa “La Buona Vernice” con cui anche nel 2016 Renner Italia destinerà una donazione complessiva di 35.000 euro a 10 progetti di rilevanza sociale. Renner Italia devolverà il suo contributo a 10 organizzazioni no-profit impegnate sul territorio della regione Emilia-Romagna.

Per decidere chi è meritevole della donazione, La Buona Vernice chiederà il coinvolgimento degli utenti del suo sito e della community online di Renner Italia.

Saranno i vostri click a orientare la scelta!

Chiunque può votare! Basta uno smartphone o un profilo Facebook.

Dal mezzogiorno dell’1 maggio 2016 a mezzogiorno del 31 luglio potrai donare il tuo voto.

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