Mentre in questi giorni non c’è giornale, sito di informazioni, social network che non dia risalto alla vincita record di oltre 163 milioni di Euro al SuperEnalotto, l’Associazione “Legalità Bene Comune” vuole sottolineare ed esprimere apprezzamento per la norma inserita nel Testo Unico sulle legalità della Regione Emilia-Romagna, grazie ad un emendamento che vede come prima firmataria la consigliera regionale forlivese Valentina Ravaioli.

Il 26 ottobre scorso tale norma ha introdotto nella nostra regione le distanze minime delle sale gioco dai luoghi sensibili come scuole, oratori e impianti sportivi.

Tale distanza è stata fissata in 500 metri, da calcolare secondo il percorso pedonale più breve. Siccome varrà sia per le nuove concessioni che per i rinnovi di quelle vigenti, basta fare mente locale alla mappa della città dove si vive o si lavora per rendersi conto che, se verrà applicata correttamente, gran parte delle sale gioco più grandi ed affermate dovranno cambiare locazione alla scadenza della concessione.

Ma siamo solo all’inizio di un percorso virtuoso. In altre Regioni sembra che i Comuni abbiano poi trovato difficoltà e forti resistenze a deliberare le norme attuative di provvedimenti simili a questo. E’ quindi ora necessario che l’opinione pubblica eserciti la dovuta pressione sugli enti locali eppoi sulle autorità preposte alla vigilanza: su questo fronte la nostra associazione continuerà l’impegno intrapreso fin dalla sua nascita un anno fa.

Ma anche se i nostri Comuni recepiranno al più presto tale normativa, certo non sarebbe un punto di arrivo. I gratta e vinci continueranno ad essere venduti alla cassa dei supermercati, le slot machine resteranno nei “Sali e Tabacchi” e nei bar, e rimarremo ancora senza protezioni efficaci dall’invasione dell’azzardo sui computer e sui cellulari nostri e dei nostri ragazzi.

Ciò non toglie che in Emilia Romagna non solo sono state approvate misure concrete di contrasto alla diffusione dell’azzardopatia, raccogliendo le forti spinte in tal senso provenienti dal territorio e dall’associazionismo. E’ stata anche posta una nuova barriera ben più importante di quella misurata col contapassi: anche nella nostra regione si è iniziato a sancire di come certe forme di gioco non possano liberamente invadere i nostri spazi ed appropriarsi del nostro tempo e dei nostri soldi.

Diamo allora oggi notizia che, con l’introduzione di queste norme, un poco vinciamo tutti e non soltanto che un fortunato (o un gruppo di sistemisti) che si è aggiudicato una cifra così elevata che potrebbe fare la differenza negli aiuti alle popolazioni colpite dal sisma. Ma questa è un’altra storia, un’altra campagna di sensibilizzazione da fare, un’altra battaglia da vincere.

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