Sono ancora le intercettazioni a tenere banco nel processo in corso presso il tribunale di Forlì sul caso “Re Nero”, una vicenda che ha cambiato il volto e l’economia della Repubblica di San Marino. L’udienza di ieri ha visto le difese continuare la discussione sul tema introdotto nella udienza precedente: l’utilizzabilità o meno delle intercettazioni telefoniche.

Tutto è scattato dalla richiesta formulata dal pubblico ministero, Filippo Santangelo, di trascrizione di 481 conversazioni relative alle contestazioni mosse che vanno a vario titolo, dal riciclaggio internazionale all’esercizio abusivo dell’attività bancaria e vedono, tra gli imputati, i vertici di Asset Banca. Ebbene, delle 481 conversazioni di cui è stata richiesta la trascrizione, sarà probabilmente possibile recuperarne poco più della metà, circa 250. Questo perché, conclusa la fase di indagine, con provvedimento dell’autorità giudiziaria venne disposta la cancellazione dal server. Cancellazione che avviene quando i files sono stati riversati su dvd. Questa operazione, tuttavia, seppure risultasse, non era ancora stata conclusa. Accadde quindi che i files audio venissero cancellati, ma solo una parte era stata riversata, mentre altra parte è stata recuperata perché agenti di polizia giudiziaria avevano una loro copia di lavoro. (…)

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