Nel 2013 il nostro Comune apportò alcune modifiche al RUE (Regolamento. Urbanistico Edilizio) che hanno permesso di evitare lo scempio di nuove aperture di sale giochi nel centro storico. 45 mesi fa erano misure importanti e per certi versi innovative, ma oggi appaiono del tutto inadeguate ed insufficienti.

Su tutto il territorio nazionale, in questi ultimi anni, si registra una importante inversione di tendenza: I TAR (Tribunali Amministrativi Regionali) chiamati a decidere sui ricorsi dei concessionari contro le norme restrittive, hanno sempre più spesso dato ragione agli enti locali, soprattutto quando le norme richiamavano le leggi regionali in materia.

Per citare un esempio virtuoso (e vincente al TAR), il Comune di Bergamo già da qualche mese ha normato gli orari di apertura delle sale giochi e della vendita dei “Gratta e Vinci” appellandosi alle norme sulla tutela della salute dei cittadini.

Nel luglio 2013, in Emilia Romagna è stata approvata una specifica legge che, dopo essere stata modificata ben 5 volte, oggi rappresenta una vera e propria eccellenza tra le normative regionali in vigore.

Le norme in essa contenute rimangono disattese se non recepite dai Comuni. Ad esempio, sin dal 2013 la legge introduce la possibilità di intervenire sugli orari di apertura delle sale gioco ma, ad oggi, tale norma non ha trovato alcuna applicazione nella nostra città.

Recentemente quella legge è stata notevolmente modificata, potenziando in modo considerevole gli strumenti a disposizione dei Comuni. Recependo queste nuove norme, gli Enti Locali possono ora varare provvedimenti tali da costringere le concessioni per l’apertura di nuove sale giochi – ed anche futuri rinnovi – a mantenere una distanza minima di almeno 500 metri dai luoghi sensibili. Portiamo subito le sale giochi definitivamente lontane da scuole e luoghi di culto, ovverosia lontane dal cuore della nostra comunità!

Grazie alle nuove norme regionali oggi è anche possibile impedire ai minori di accedere ai normali videogiochi che “pagano” le vincite con i biglietti che – più “poi” che “prima” – diventano “premi”. Questa odiosa modalità -denominata “Ticket Redemption”- è da molti indicata come una vera e propria “fabbrica” di futuri giocatori d’azzardo. Fermiamola quanto prima!

A dimostrazione di quanto questi temi siano sentiti in città, il 3 maggio  u.s. il Consiglio Comunale ha approvato una mozione di indirizzo in cui si invitava la Giunta ad intervenire quanto prima in materia di contrasto alle forme patologiche del gioco d’azzardo. Noi, da queste pagine, ci uniamo a gran voce a quel coro: Sig Sindaco e sig. Assessori, tocca a voi muovere le pedine!

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