Questo teorema Gattulli è una balla clamorosa”. I legali di Stefano Ercolani e Barbara Tabarrini partono dall’ attendibilità del testimone chiave, ‘voce da dentro’ da cui è partita l’inchiesta maturata nel maxi processo, per contestare la pubblica accusa che un mese fa, dopo avere definito il teorema in questione rafforzato sul piano investigativo dai risultati dell’indagine e su quello tecnico dalle elaborazioni dei periti, aveva chiesto 10 anni per il ‘dominus’, l’ex presidente Ercolani e 8 per il ‘suo braccio destro’, l’ex direttore Tabarrini . Invitano a guardare i fatti, gli avvocati, oltre la versione ‘mastodontica’ di una vicenda che, al di là dei teoremi, – dicono- si limita a pochissimi episodi, per un importo di qualche decina di migliaia di euro. Altroché il re e la principessa del nero
“Chiedere l’assoluzione è riduttivo” tuona l’avvocato Alessandro Diddi che in 4 ore di arringa ha messo in fila una trentina di episodi “ in nemmeno uno- ha detto- può essere sostenuto il reato di riciclaggio”. L’unico capo d’imputazione a rimanere in piedi, la cui richiesta di pena è alta e che ha comportato una richiesta sanzionatoria così elevata. “10 anni sul nulla”, commenta il professore, riferendosi in parte al costo umano della durata del processo, dall’altra alla difficoltà dei legali di difendersi, per via della vicenda delle intercettazioni sparite, compresa quella che ha dato il via all’inchiesta. Infine una richiesta : scrivere una pagina di giustizia che torni a dare fiducia. Il 10 aprile la sentenza
Nel servizio il legale Luca Sirotti

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