La nostra Mission L'Information browser per un gioco misurato, responsabile e consapevole

Forlì, 21 ottobre 2015

La liberalizzazione perseguita dallo Stato Italiano del cosiddetto “gioco d’azzardo” (Slot, VLT, gratta e vinci, lotto istantaneo, scommesse sportive poker on line etc.) ha provocato in pochi anni una crescita tumultuosa del settore: oggi oltre la metà dei cittadini utilizza, almeno saltuariamente, queste forme di intrattenimento.

Radicamento
Gratta e vinci venduti come caramelle o rasoi da barba.

L’azzardo sì è radicato in modo così profondo da invadere la nostra quotidianità: tutti, grandi e piccini, ne captiamo le sirene della pubblicità, ad oggi quasi interamente deregolamentata, o ne percepiamo la presenza: persino le casse dei supermercati fanno spesso bella mostra di copiose quantità di “gratta e vinci” seguendo principi di marketing simili a quelli di pacchetti di caramelle e rasoi da barba.

Seppur non proporzionalmente, è cresciuta così anche l’attenzione dell’opinione pubblica. Un numero sempre maggiore di cittadini e associazioni alimentano un forte sentimento di contrasto verso l’azzardo. Sono mossi da una forte preoccupazione per il degrado morale del tessuto sociale e dalla necessità di contrastare le dipendenze patologiche derivanti dal gioco compulsivo.

L’ultimo attore di questo complesso scenario risulta spesso invisibile ma non per questo recita una parte secondaria. Il gioco clandestino è un’ombra lunga e scura che influenza le scelte dello Stato, sottrae risorse e arricchisce la criminalità organizzata, sempre pronta a sfruttare le opportunità per riciclare denaro sporco e trarre profitto.

In un panorama così importante e complesso è inevitabile che emergano contrasti e contraddizioni. E’ successo che esponenti dello stesso partito (di tutti i partiti maggiori) a livello locale si facciano portavoci di ferree regolamentazioni mentre i colleghi in parlamento indichino questo settore come potenziale risorsa per nuovi prelievi fiscali.

Conflitto Istituzionale

Stato ed enti locali: l’asimmetria di interessi porta conflittualità.

Le tante e marcate divergenze interne alle istituzioni nascono infatti dall’asimmetria degli interessi: lo Stato incassa i lauti proventi di concessioni e tasse, gli enti locali gestiscono la ricaduta sul territorio degli effetti collaterali.

Di questo conflitto tutto intero alla macchina dello Stato non mancano esempi concreti, riferiti anche a fatti piuttosto noti: lo Stato ha deciso di finanziare la ricostruzione necessaria in seguito al terremoto dell’Aquila principalmente ponendo una tassa di concessione di circa 15.000 Euro per ogni nuova VLT immessa nella rete. D’altra parte, spesso leggiamo che piccoli e grandi comuni concedono sgravi sulle imposte locali agli esercenti che non installano macchine da gioco nei propri locali.

Per queste ragioni i Tar e il Consiglio di Stato sono spesso chiamati ad emettere sentenze finendo per essere una fonte di giurisprudenza non sempre coerente. Può capitare che a fronte di istanze simili i Tar di regioni diverse abbiano emesso sentenze con esiti opposti.

E’ invece facile trovare l’unanimità identificando la vera piaga di questo fenomeno: l’ “Azzardopatia”. Questa definizione, a nostro avviso, è preferibile a “Gioco d’Azzardo Patologico” (Il termine “ludopatia” è invece deprecato: nelle nostre pagine troverete il perché). Questa dipendenza compulsiva é ormai da anni riconosciuta dall’OMS. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ed è stata inserita dal ministero della salute nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Azzardopatia

Guerra dei numeri: Le stime sono molto lontane dal numero di malati in carico ai SERT.

Eppure, pur non essendo in discussione ne la definizione ne i sintomi, il tema risulta comunque molto controverso perché esiste un grande divario tra le cifre che troviamo sui giornali e i riscontri oggettivi.

In tutte le regioni, anche quelle più popolose, il numero effettivo di malati in carico ai SERT è inferiore ai 2000 pazienti mentre fonti autorevoli stimano che in Italia le persone affette da Azzardopatia siano un numero compreso tra 800.000 e 1.000.000: secondo queste stime oltre il 95% dei malati non si rivolgerebbe alle strutture competenti.

Queste cifre non solo consolidano la certezza che molto di più deve essere fatto per far emergere il fenomeno: per ogni malato che rimane nell’ombra si nasconde anche un dramma personale e familiare che non trova interlocutori.

Dall’altra parte però sorge il dubbio che si possa confondere l’azzardopatia con la platea di persone che si sono ridotte sul lastrico a causa del gioco ma che non sono affette da patologia. Quest’ultima risulta una situazione borderline che si presta ad osservazioni di carattere morale ma che non deve essere confusa con il gioco compulsivo.

Politiche proibizioniste sembrano comunque difficilmente praticabili perché, oltre che dare spazio e respiro al gioco clandestino, risultano limitatrici delle libertà personale dei giocatori “sani”, che, pur accreditando i dati più allarmanti, sarebbero il 96% del totale.

Far convivere la legalità, la salvaguardia della salute del cittadino e la tutela dei diritti personali è un obbiettivo perseguibile -su tempi medio lunghi-

  • facendo prevenzione,
  • evitando pubblicità ingannevoli,
  • mantenendo le giuste distanze dai luoghi sensibili,
  • creando ambienti di gioco sani,
  • mettendo a disposizione sistemi di gioco che abbiano soluzioni di continuità,
  • adottando ogni strumento che aiuti ad identificare sintomi e pericoli.

Temi su cui Stato, Regioni e Comuni procedono in ordine sparso. Quando scriviamo queste righe,il 30% delle Regioni non ha ancora provveduto ad emettere regolamentazioni sull’argomento,

La nostra “mission”

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L’Associazione di Promozione Sociale “Legalità Bene Comune”, apartitica ed aperta, si è costituita il 21/10/2015 con l’ambizione di portare un contributo alle politiche per lo sviluppo del nostro territorio, come attori sociali protagonisti. Vogliamo partire dunque da noi, da quello che siamo e dai valori che vogliamo preservare per promuovere una una rete di buone pratiche che facciano cultura della legalità.